IL SEGRETO DELLA FORESTA DEI FAGGI OSCURI

Racconto in concorso

IL SEGRETO DELLA FORESTA DEI FAGGI OSCURI

Di Maria Fantini

In Irlanda del Nord esiste un luogo magico: un sentiero affiancato da alberi che creano una vera e propria ambientazione Fantasy. Questa meraviglia della Natura si trova nei pressi di Bregagh Road, lungo una strada secondaria del villaggio di Armoy. Nel corso degli ultimi tre secoli gli alberi che affiancano il sentiero si sono sviluppati fino ad intrecciare i propri rami in modo artistico. Scopriamo insieme la leggenda che da secoli viene tramandata di generazione in generazione.

Se ne perde negli anni il ricordo, ma i vecchi ancora sostengono che questo viale di faggi conduceva ad una foresta stregata.
Si raccontava che in un tiepido pomeriggio di primavera la piccola Dorothy, di ritorno da scuola, fosse stata inghiottita dalla foresta e dai suoi innumerevoli segreti: a questo conducevano le tracce del suo ultimo passaggio lungo i filari del sentiero alberato.
Nessuno aveva osato inoltrarsi all’interno per cercarla. Troppo forte era la paura della maledizione che pesava su quel luogo oscuro, in modo tale che la mancanza della piccola Dorothy dal villaggio divenne un argomento di cui nessuno parlava volentieri e sempre più di rado.
Intanto, nello stesso piccolo paese al limitare del bosco, un uomo, geloso delle attenzioni che la moglie riversava ossessivamente sul figlio appena nato, una notte tempestosa lo aveva rapito dalla sua culla e portatolo nella foresta lo aveva abbandonato ai piedi di un grosso faggio. Per un po’ era riuscito a tenere nascosta la cosa facendosi prodigo nelle ricerche del figlio scomparso fino al terribile momento in cui si era gravemente ammalato ed in punto di morte, pentitosi delle sue atrocità, aveva confessato alla moglie quello che aveva fatto: da quel momento tra gli abitanti del villaggio aveva iniziato ad insinuarsi la paura ed il terrore che quella foresta fosse maledetta proprio perché testimone di un’azione abominevole e che quindi sarebbe stato meglio non metterci mai piede. La povera madre a cui avevano impedito in ogni modo l’accesso per cercare il figlio, nel frattempo era impazzita e di lì a poco morì.

Passarono alcuni anni… la vita continuava ma la foresta era sempre considerata limite invalicabile.
Nel frattempo, la piccola Dorothy era caduta preda di un oscuro maleficio, che sembrava aver condannato la bambina dagli occhi color del cielo ad una estrema solitudine. Poteva durante il giorno vagare liberamente all’interno della foresta (dalla quale era impossibile uscire perché i sentieri erano diventatati una sorta di labirinto senza sbocchi) ma al calar delle tenebre lentamente, ma inesorabilmente, si trasformava in un faggio immobile e maestoso ed ogni sera piangeva le sue lacrime più amare, sotto forma di resina stillata dall’albero.
Se alla piccola Dorothy era capitata questa triste sorte, un miglior destino era stato concesso ad Oliver, il bambino abbandonato anni prima dal padre all’interno della foresta.
Il Grande Consiglio dei Faggi aveva avuto pietà di lui, vittima inconsapevole, ed aveva deciso di allevarlo, concedendogli il grande privilegio di restare umano e di non dover diventare mai albero condannandolo tuttavia a restare prigioniero del bosco, poiché chi vi entrava non poteva mai più uscirne.
Il giovane Oliver, crescendo, aveva sviluppato una grande passione per la pittura utilizzando come pennelli i rami degli alberi intinti nei nettari, nelle linfe, nella terra ed in un tutto ciò che era silvano; passava le sue giornate dipingendo su tavolette di corteccia. Dipingeva i grandi faggi, le creature e gli animali del bosco. Al termine di ogni lavoro doveva mostrare quello che aveva dipinto al Gran Consiglio, che notava se per caso fossero presenti altri esseri che non dovevano turbare l’equilibrio della foresta.
Una sera Oliver si era attardato nel dipingere e rimase incantato quando per un breve istante la luna illuminò lacrime color del cielo che scendevano lungo il tronco di un faggio: in quell’istante come per magia riuscì a vedere l’anima pura di Dorothy. Il mattino seguente decise di tornare a vedere l’albero e grande fu la sua sorpresa quando incontrò la fanciulla ormai cresciuta e se ne innamorò perdutamente. Anche Dorothy iniziò a provare forti emozioni nel suo cuore. Finalmente non erano più soli. Si raccontarono le rispettive storie ed iniziarono ad elaborare un piano per poter fuggire insieme dalla foresta stregata.
L’unico momento in cui avrebbero potuto scappare era di giorno quando la ragazza non era ancora diventata albero ma dovevano mimetizzarsi e soprattutto scoprire quale fosse il sentiero che li avrebbe condotti al di fuori di quel terribile incubo.
Dorothy ebbe un momento di sconforto e le sue lacrime pure caddero al suolo. Accadde qualcosa di miracoloso. Il sentiero si illuminò e mise in rilievo le radici degli alberi a creare una mappa che indicava un percorso da seguire. Era quella la via della salvezza!
Senza perdere tempo rivestirono il loro corpo di corteccia per cercare di mimetizzarsi e si misero a correre, tenendosi per mano.
Gli alberi li scoprirono, seppure in ritardo, e si affannarono a curvare ed intrecciare i loro rami nell’ultimo disperato tentativo di bloccare la loro fuga, nascondendogli anche la luce del sole, ma invano: i due giovani seguendo la via indicata dal loro stesso amore, arrivarono all’uscita del viale di faggi, che arrendendosi emisero il loro angosciante grido e restarono per sempre curvati ed intrecciati.
Erano finalmente liberi!

Al villaggio raccontarono la loro incredibile storia e da quel momento la foresta non fu più vista come stregata perché il male era stato estirpato e le cattive azioni cancellate.
Tuttavia la particolarità dell’ingresso del viale di faggi intrecciati diventò un’attrazione turistica e numerose folle iniziarono a venire da ogni parte del mondo per poterlo ammirare.

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