NON SI RIFIUTA UN PORTAFORTUNA

Racconto in concorso

NON SI RIFIUTA UN PORTAFORTUNA

Di Primula Galantucci

Il 2020 era stato un anno difficile e per via del Covid molti allievi avevano sospeso gli studi.
Il maestro di musica però non voleva rinunciare agli addobbi natalizi nella sua scuola. Anche se non ci sarebbe stata nessuna festa, come invece era stato negli anni precedenti, aveva voluto abbellire ugualmente la sala con fiocchi, ghirlande e palline colorate rendendola davvero magica.
Dopo aver terminato di accendere tutte le luci, per verificarne l’effetto e assaporare l’atmosfera del Natale, il maestro era uscito per andare a vedere com’era stato addobbato questa volta l’albero nella piazza del paese.
Tutte le donne di quel luogo avevano partecipato per ricamare tanti centrini multicolori lavorati all’uncinetto, poi li avevano cuciti unendoli tutti insieme costruendo così un albero interamente ricamato a mano.
Iniziava a fare freddo e mentre il maestro stava approssimandosi per tornare a scuola era stato fermato da un signore vestito con gli abiti di San Nicolao, con una slitta piena di doni, che gli aveva offerto un cioccolatino.
Poi gli aveva detto: – Prendi un pacchettino!
Il maestro non aveva voluto accettare: – No, non lo accetto, lasciamo i doni ai bambini.
Ed era andato via.
Era rientrato a scuola, aveva spento tutte le luci ed era uscito per andare a casa.
Mentre chiudeva la porta però era inciampato in qualcosa che si trovava appoggiato sul tappetino, ma fuori era talmente buio che aveva dovuto riaccendere le luci per capire di cosa si trattasse.
Era una scatolina impacchettata con una bella carta da regalo, lui si era chinato a raccoglierlo ma non c’era nessun biglietto che lo accompagnasse e così, pensando che l’avesse perso qualcuno, lo aveva portato dentro lasciandolo al riparo e poi era andato via.
Il giorno seguente il maestro era arrivato a scuola e con la luce solare si era messo a cercare fuori nel parcheggio se qualcuno avesse perso accidentalmente un biglietto, scivolandogli per terra, ma sarebbe stato difficile trovarlo perché quella notte era nevicato e la neve aveva coperto ogni cosa.
Si era accorto che stava arrivando la vicina del piano di sopra, quella che gli aveva chiesto di non suonare dopo una certa ora perché le dava fastidio la musica.
Lui le aveva chiesto se per caso fosse suo quel pacchetto ma la signora non ne sapeva nulla.
Il maestro quindi era entrato nella sua bella scuola addobbata, si era fermato a fare i conti di fine anno, le cose non erano andate tanto bene e non c’erano i soldi sufficienti per pagare le spese e gli stipendi dei suoi insegnanti.
Aveva deciso di aprire il pacchetto, lo aveva scartato, conteneva un elfo portafortuna e nessun biglietto.
Aveva poi appoggiato quel simpatico gnomo sul pianoforte ed era tornato a casa.
Appena giunto alla propria abitazione il maestro si era accorto di non avere più il cellulare: probabilmente lo aveva dimenticato a scuola ma la stessa era distante quaranta chilometri e non aveva voglia di tornare indietro. Era stanco, triste e poi non lo avrebbe sicuramente cercato nessuno.
Avrebbe recuperato il telefono l’indomani.
Il giorno successivo era la vigilia di Natale.
Il maestro era tornato nella sua scuola, pur non avendo nessuna lezione con gli allievi, solo per prendere il cellulare.
Aveva incontrato la sua vicina che stranamente lo aveva salutato parlandogli in modo gentile: – Buongiorno maestro, ci tenevo a farle gli auguri e poi volevo anche chiederle qual è il titolo di quel pezzo stupendo che ha suonato ieri sera!
Lui non aveva voglia di scherzare e non si ricordava di aver suonato alcun pezzo di sera: se ne guardava bene dal farlo!
Appena aperto la porta aveva immediatamente visto il suo telefono: si trovava sul pavimento, probabilmente gli era scivolato dalla tasca la sera precedente mentre usciva.
C’era qualcosa di strano però, sembrava come se qualcuno di notte fosse stato lì.
Vicino al cellulare c’era un biglietto e sullo stesso solo una frase: “Non si rifiuta un portafortuna”. Firmato San Nicolao.
Il maestro si era avvicinato al pianoforte ed era rimasto affascinato da quello che aveva visto.
L’elfo era seduto sullo sgabello come se volesse suonare.
Si era seduto accanto a lui e dopo avere appoggiato le mani sulla tastiera aveva iniziato a suonare la musica di quello spartito, che non si ricordava di avere lasciato lì, sul leggio del pianoforte.
Era una melodia bellissima, incarnava la magia del Natale e non ricordava di conoscerla né di averla mai suonata prima d’allora.
Terminato di suonare il maestro aveva riposto lo spartito, richiuso la tastiera del pianoforte e aveva appoggiato l’elfo sul piano.
Aveva preso in mano il telefono perché stranamente stavano arrivando molti messaggi da numeri non presenti nella sua rubrica.
Li aveva letti, dicevano tutti la stessa cosa: – Buon Natale maestro, voglio fissare un appuntamento con lei perché intendo iscrivermi alla sua scuola di musica!
Il maestro contento non capiva come avessero fatto tutte quelle persone, dai numeri sconosciuti, a contattarlo. Le richieste erano davvero tante e continuavano ad arrivarne anche delle altre.
Aveva controllato poi nella posta in uscita e c’era solo un messaggio, ma non si ricordava di averlo inviato lui.
Il messaggio diceva così: Non si rifiuta un portafortuna. Ti regalo una lezione di musica nella mia scuola.
In allegato c’era un clip audio, lo aveva ascoltato più volte, era convinto di essere lui che stava suonando le note di quello spartito meraviglioso ma non si ricordava di averlo mai registrato!

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