LA STELLA PERDUTA

Racconto in concorso

LA STELLA PERDUTA

Di Davide Aquilini

Jericho uscì in fretta e furia di casa non appena seppe che poteva essere successo qualcosa a Sabran ed Erelah. Erano amiche da tanto tempo ed essendo avventuriere Jericho sapeva bene che potessero guardarsi le spalle da sole eppure, qualunque cosa fosse andata storta, Jericho decise saggiamente di lanciarsi in strada insieme a Stellina. La donna gatto aveva un prodigioso sesto senso per certe cose anche grazie alla sua esposizione ai cristalli di magia e ritrovare le persone a lei care era una di queste. Stellina aveva il pelo bianco ed una lunghissima coda a caratterizzarne un corpo che aveva imparato ad accettare; nel mondo la magia era nota solo a poche persone ed era piuttosto difficile da imbrigliare: Jericho era nata con il dono naturale di poter manipolare quelle forze mentre Stellina, un tempo umana, era entrata in contatto con un cristallo magico corrotto che ne aveva mutato le sembianze. “Vedrai che se la caveranno egregiamente, Sabran e Erelah sanno badare a loro stesse”. L’intervento dolce come una carezza di Stellina fu presto corrisposto da un sorriso di Jericho: le dava la calma di cui aveva bisogno per poter decidere il vicolo da imboccare di volta in volta aiutata anche dalle percezioni della propria accompagnatrice. Jericho era una giovane donna dal fisico minuto e una fede di ferro, con lunghi capelli neri ed un caratteristico ciuffo bianco tra di essi; diceva che fosse quello a darle la magia, che ci fosse nata. Non diceva di aver lasciato crescere i capelli per piacere a Sabran.
Il passo sicuro delle due scorreva tra i palazzi e Jericho guardava in ogni strada che sceglievano di non imboccare poiché ogni deviazione poteva avvicinarle o allontanarle dalle persone che stavano cercando. Scorrendo case, negozi e piazze il copione era sempre composto di domande generiche per sperare di ottenere qualche informazione dai passanti. Ma non vi era traccia né di Erelah né di Sabran. I bianchi capelli della prima e la composta eleganza della seconda avrebbero sicuramente risaltato sui comuni passanti. “Arteloth stamattina era così tranquillo”. Disse Jericho man mano che procedevano. Lei e Stellina erano uscite intorno al mezzogiorno e non avevano trovato tracce dopo ore di ricerca. “Non voglio disturbare i suoi studi di magia avanzata con i cristalli, anche se Sabran è sua sorella. Abbiamo promesso tutti di prendercene cura”. Se l’erano promesso tanto tempo addietro e Jericho per prima curava quelle parole come fossero oro. Aiutata da Stellina raggiunsero una piazza meno trafficata e con le prime pallide luci del tramonto Jericho poté sentire la propria forza crescere. Si mise così a fianco del piccolo pozzo che delineava il centro della piazzetta e unì le mani pronta a chiedere l’aiuto del cielo. “Spiriti della Luna, vostra sorella vi chiama. Aiutatemi, per trovare Sabran e Erelah di cui non si hanno tracce”. La candida preghiera della ragazza fece fluire la magia mentre i primi toni più scuri della notte ghermivano le luci della città e piccole creature animali fatte di stelle comparvero volteggiando intorno a lei; erano conigli, cani e gatti fatti come se un lembo del cielo fosse stato precisamente ritagliato per dar loro quella forma definita poi da piccole stelle. Stellina si meravigliò all’istante di quelle creazioni che aveva visto più volte e che sapeva essere un tributo al suo amore per gli astri. Jericho si chinò circondandosi di quegli animali fatti di stelle e sussurrò loro qualche parola prima che si disperdessero rapidamente in ogni direzione. Jericho si lasciò avvicinare da Stellina e rialzandosi indicò una stradina in particolare “L’uscita della città è da quella parte. Forse riusciamo a trovare Ster di ritorno dalla sua caccia; ci saprà dare qualche consiglio per trovarle”. Stellina sgranò gli occhi mentre s’incamminavano. “Ma certo! Lui è molto abile, ci saprà aiutare di sicuro. Se non facessimo in tempo sappiamo dove andarlo a trovare anche se sai bene che non ama la compagnia. O magari sarà stanco”. Le considerazioni di Stellina rendevano quella scelta un poco azzardata per quanto necessaria e Jericho, che era stata la prima ad averci a che fare, sapeva bene a cosa andava incontro. Ma c’era anche da considerare che fino a quel momento non avevano trovato niente e Sabran e Erelah sembravano sparite nel nulla.        
“Senza nessuna traccia” disse Jericho all’improvviso ragionando a mezza voce durante il tragitto e fu presto raggiunta alle spalle “Tutti lasciano delle tracce. Tutti possono essere trovati”. Ster, abbreviazione di Sterminatore, era un altro loro compagno d’arme la cui specialità era cacciare i mostri. Lui emerse dall’ombra ammantato del suo cappuccio e la sua espressione costantemente ritrosa era l’unica cosa che il suo volto restituisse. Era più alto di Jericho e dall’espressione sembrò criticarla apertamente mentre troneggiava su di lei. “Ster! Che piacere, stavamo venendo—” “A trovarmi. Lo so.” Ster la interruppe facendo una smorfia. Ci fu un momento di completo silenzio dopo il quale Stellina e Jericho si guardarono con ancor più confusione in corpo. “Come sarebbe a dire che lo sai?” Ster uscì lentamente dall’angolo d’ombra che fino a quel momento l’aveva ospitato portando con sé una delle creature che Jericho aveva creato tempo prima come fosse una risposta sufficiente, quel mastino fatto di stelle era insolitamente mansueto considerata la sua missione di ricerca ancora in corso. La confusione di Jericho non faceva che crescere e certamente Ster non l’aiutava a non preoccuparsi “Stai cercando qualcuno, si vede. E se non lo trovi non è andato troppo lontano”. Accompagnate da un’altra smorfia le parole dure del cacciatore spinsero a tal punto la ragazza a ragionare che nemmeno si accorse della sparizione di Stellina e Ster, oltre che del mastino di stelle: Jericho era solita perdersi in pindariche elucubrazioni durante i suoi studi e loro l’avevano lasciata ai suoi ragionamenti. Passata l’iniziale sorpresa per quell’abbandono improvviso due pensieri balenarono nella mente della ragazza: se Stellina aveva percepito qualcosa ed era corsa via non restava altro da fare che raggiungerla, dall’altro lato una conclusione si stava facendo pian piano spazio nella sua mente mentre i primi passi per fare dietrofront venivano compiuti. La sera era ormai calata da un pezzo e non c’erano più l’impeto di corsa o la fretta di cercare le due amiche scomparse ma solo dubbi che aveva necessità di risolvere e incastrare come fossero pezzi di un puzzle, sentiva in cuor suo che proprio Ster le aveva donato tutti i pezzi necessari a completare il disegno ma era come se fossero sparsi su un tavolo e toccasse a lei fare ordine. “Non sono andate troppo lontano, ma non le abbiamo trovate. Ma allora…!”. A quel punto Jericho spalancò gli occhi come fosse stata colta da un’illuminazione e la consapevolezza si fece rapidamente strada nella sua mente come un fiume in piena e cominciò a correre verso casa, verso l’unica soluzione possibile. Imbrigliò persino la magia per ottenere un passo più svelto e sicuro che la conducesse nell’unico punto in cui si sarebbe dovuta sempre trovare. Attraversò le strade a ritroso scattando al chiaro delle piccole illuminazioni cittadine e nemmeno si accorse che dalle strade laterali una coda bianca e quattro piccole forme bluastre la stavano seguendo.     
La casa che condivideva con tutti i suoi amici era una graziosa costruzione barocca snodata su due piani che dall’esterno sembrava non avere luci accese. Jericho si avvicinò di gran carriera sbrigandosi ad aprire la porta e una volta dentro accendere le luci. “Ragazzi, sono a casa!!” Disse con ancora il fiatone. Ma non fece in tempo a riprendersi perché un meraviglioso cristallo magico color blu petrolio comparve in mezzo alla grande stanza che faceva da ingresso e soggiorno della casa. Solo allora Jericho ebbe la sensazione di come ci fosse in realtà sempre stato. In un battito di ciglia il cristallo s’illuminò di potere ed esplose investendo Jericho con mille frammenti di magia per andare a comporre tutt’intorno un preciso disegno d’illusioni e forme, l’unica cosa reale di quel dipinto fu Stellina la quale avvicinatasi alle spalle di Jericho ne approfittò per abbracciarla “SORPRESAAA!! BUON COMPLEANNO ALLA NOSTRA JERICHO!”. Jericho rimase a bocca aperta davanti a quelle creazioni realizzando pian piano come avesse dimenticato il suo compleanno, o quanto meno quella data che formalmente lo era. L’abbraccio di Stellina contribuiva a tenerla in piedi mentre le creature di stelle che aveva invocato ore prima la precedettero verso le scale della casa per poi sparire: la loro cerca era finalmente conclusa. Da esse scesero infatti uno ad uno Sabran, Erelah, Ster e Arteloth. Il mago era accompagnato dalla sottile coltre di fumo emessa dalla sua pipa, diletto che si era permesso per ammirare la sua stessa creazione. La trama magica copriva diversi metri del soggiorno come fosse la cupola di un osservatorio e ritraeva una grande volta celeste gremita di stelle e le loro sei figure con quella di Jericho al centro come fossero composte di nebulosa polvere di stelle al chiaro di luna. Con Stellina che si faceva carico del grido del gruppo a Jericho sembrò davvero di poter toccare il cielo con un dito e lanciò uno sguardo grato ad Arteloth il quale lo rimbalzò pigramente verso Sabran e tutto fu chiaro: era stata una sua idea.“Fare da esca, farmi uscire di casa e sapere che non sarei tornata senza di voi…”. Il sollievo giunse tutto in una volta mentre Sabran e Erelah annuivano. “Farle sparire con un muro illusorio esattamente uguale a quelli di casa è stato facile visto quanto in fretta sei corsa via”. Arteloth non mancò di rendere noto quel dettaglio con un certo orgoglio e una tirata di pipa. “E Stellina?” “Io… dovevo farti girare per far guadagnare tempo ad Arteloth”. Disse Stellina con una certa aria penitente galvanizzata dalla meraviglia ancora impressa sul volto di Jericho.       
Non restava che festeggiare a dovere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: