LUNA

Racconto in concorso

LUNA

Di Elias Giovi

L’ululato mi aveva colto di sorpresa ma, subito dopo, mi ritrovai a sorridere.
Proprio quella stessa mattina avevo impostato la nuova suoneria in onore di questa immensa luna piena di fine gennaio: “la luna del lupo”!
Camminavo a passo lento.
Tutto intorno un paesaggio meraviglioso quanto spettrale.
Il riverbero dei raggi lunari sulla neve creava strane ombre simili a quelle di certi candelieri votivi delle Chiese barocche.
Un passo dopo l’altro esploravo questa notte magica mentre all’orizzonte la luna, ancora più grande, si specchiava nel torrente che pigro e oscuro scorreva al mio fianco.
Se un occhio godeva di tanta inaspettata bellezza, all’altro non era sfuggito quel leggero tremolio che giungeva da un cespuglio sulla sinistra a circa cinquanta metri dai miei passi.
Sapevo che era lì e intuivo il suo terrore. Godevo nell’immaginare ogni successivo evento e sicuro, rilassato e all’apparenza ignaro e imperturbabile, avanzavo passo dopo passo.
Due occhi gialli erano comparsi oltre l’obiettivo e mentalmente raccolsi la sfida.
Le narici si allargano.
La pupilla si dilata.
L’orecchio mantiene l’obiettivo.
La tensione ha un sapore dolce e già sale il ricordo dell’aroma di altre vittorie.
Un passo.
Un altro passo.
Il suo volto che inizia delinearsi: il nemico ha lo sguardo sicuro, ma io, non demordo.
Un altro passo ancora.
I muscoli carichi.
L’orecchio teso.
Anche l’occhio poetico abbandona la luna e inquadra prima la preda e poi il nemico.
La partita è iniziata.
La distanza è dalla mia parte.
Lui attacca.
Io attendo.
Il cespuglio trema.
La luna splende.
Inspiro, scatto e scarico in un balzo l’atavica fame che dall’anima mi divora.
Scarto.
Accelero.
Un fruscio e affondo.
È caldo il sangue e ha un sapore meraviglioso, sotto questa luna che, innamorata, mi sta a guardare…

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