OUMUAMUA

Racconto in concorso

OUMUAMUA

Di Marcella Ricci

NOTA DELL’AUTRICE: questo brevissimo racconto è stato ispirato dall’arrivo, qualche anno fa, di uno stranissimo asteroide allungato nel Sistema Solare, a cui fu dato il nome esotico di Oumuamua. Alcuni studiosi allora, e anche tuttora, hanno ipotizzato che si trattasse di un oggetto alieno, una sonda o una nave alla deriva… secondo altri è più probabilmente solo un sasso spaziale dalla forma molto strana.
Questa è la mia personale interpretazione di cosa potrebbe essere, o mi piacerebbe che fosse, questo oggetto curioso.

***

“Ben poco a bordo ancora funziona… Ma il viaggio interminabile, più lungo dell’età di quel sistema stellare in cui stiamo entrando, ha danneggiato per sempre alcuni sistemi, tra cui molti scudi… e gli impatti con piccoli asteroidi hanno rovinato la superficie, rendendola simile a loro, a quei sassi che vagano nel cosmo.
Quel sistema con una stella piccola e forte, una nana gialla brillante, forse potrebbe essere la destinazione finale? Quel sistema così ricco di pianeti potrebbe finalmente essere il punto d’arrivo, la fine del nostro viaggio?”
A bordo tutto è silenzioso… mentre la capsula di salvataggio entra in quell’ennesimo sistema stellare. Quanti ne ha attraversati? Viaggia ormai da miliardi di anni, senza incontrare chi può salvarli.
I danni subìti non permettono più di trasmettere nessun segnale… solo se qualcuno venisse a bordo scoprirebbe la verità… la verità di una civiltà perduta prima che molte stelle di quel quadrante della galassia fossero nate, e molto prima che quei pianeti colorati attorno alla nana gialla avessero preso forma nello spazio.
Ormai solo il sistema di monitoraggio dei laboratori con i codici genetici di tutta la popolazione di Rutris, un pianeta distrutto dall’esplosione della sua stella, funziona ancora. E tiene in vita la speranza che qualche civiltà avanzata almeno quanto la loro li possa trovare… e li possa far rivivere sul loro mondo.
Ma ormai il carburante e i sistemi meccanici si sono deteriorati… hanno vagato per troppo tempo… se in quel sistema stellare non ci fosse una civiltà in grado di intercettarli, di riconoscere in quello strano oggetto lungo e martoriato dal tempo una capsula di salvataggio, per loro sarebbe finita: la civiltà di Rutris si sperderebbe per sempre nel cosmo, riposando in eterno nel gelo dello spazio.
C’era qualcuno in quel sistema stellare?
“C’è qualcuno che ci può vedere, ci può salvare?
Ma, soprattutto, c’è qualcuno che può capire chi siamo e che stiamo chiedendo aiuto?”

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