IL GENOMA: BASI E QR

Racconto in concorso

IL GENOMA: BASI E QR

Di Simona Bassi

Stavo seguendo Biochimica, era un esame che, con la nuova tabella di Medicina, era frazionato fra tanti professori o assistenti. Nel secondo semestre si era seguito il corso di Genetica. Finimmo le lezioni a giugno e poi si arrivò all’estate del 1993. Venne decodificato il Genoma Umano. Fu una notizia grandiosa, poiché tale decodifica avrebbe corretto malattie genetiche, individuato marker tumorali ecc.
I pezzi di DNA da decodificare erano stati sparpagliati fra le varie Università del mondo e fra queste vi fu anche la nostra e proprio il nostro Dipartimento di Biochimica agli Istituti Biologici.
Per tutti loro si era trattato di contare le basi, chiamate con semplici lettere. Mi chiesi di chi fosse il sangue del prescelto da cui partirono per tale decodifica.
Mi chiedevo: “Maaahhh!!! Ognuno ha il suo… di patrimonio genetico???… Del quale molto è generalizzabile ma altro è specifico per ogni individuo”.
Comunque la domanda rimase tra me e me. Passò quell’estate e poi un’altra, un’altra ancora… mi laureai nel 1999 e provai la Specialità di quel dipartimento ma… preferirono i biologi.
In seguito passai alcuni mesi a pellegrinare in treno, in attesa di occupazione. Un giorno, finii a Torino e feci visita alla Sacra Sindone e in quella chiesa trovai materiale che metteva in relazione la Sindone con il Genoma Umano decodificato nei primi anni ‘90.
Allora era già stata varata una delle leggi più “sberleffe”: la legge sulla privacy.
Mi chiedevo cosa si pretendesse che dovesse ancora patire, questo povero Gesù!
Era ipoteticamente vero che si potesse intervenire biotecnologicamente sul DNA per correggere, ma allo stesso modo si poteva anche creare un danno, qualcosa che si definisce doloso, perché intenzionale e premeditato.
Il professore di Immunologia, un giorno a lezione, ci disse che il vaiolo era stato estirpato ma… ne esistevano banche in Inghilterra nei laboratori di ricerca e che era possibile, non che un pazzo, ma un pazzoide, lo rimettesse in circolazione per scatenare epidemie nel mondo contemporaneo.
Comunque sia questa privacy, (molto probabilmente per una legge ad personam) gli fu negata… e fieri (dico sempre “come la fiera dantesca”) procedettero a testa alta facendo migrare dna, rna, proteine nei gel del south, north e westernblot, convinti di fare cosa buona. A Gesù? Non credo, ma avrei detto neanche a loro, considerando il magro stipendio di un ricercatore italiano! Allora sarà stata la stupidità del male: la solita bambina cattiva che fa i dispetti.
Iniziai a lavorare in biblioteca e come tutti iniziai a battagliare con la spam della mia posta personale.
Un giorno arrivò in questo spazio una mail di una mia collega che naturalmente lessi. Mi chiese, in un modo non convenzionale, soldi… avrei dovuto passarle una cifra utilizzando i noti QR, codici a barre… identici a quelli utilizzati costantemente al lavoro durante il prestito dei libri.
Lo dissi alla polizia postale ma ebbero altro a cui pensare (erano concentrati sul loro QI!).
Comunque sia mi allarmai molto, ed ebbi molta, molta paura al lavoro… ancora oggi!
Poi inventarono il denaro volatile, dematerializzato: i bitcoin.
La spam ora è piena di proposte di lavoro (a me incomprensibili) che associavano i bitcoin al QR.
Il mio numero fortunato?
Dicono l’8, invece nel Lotto è il 91: “parlare con gli angeli”, ma per il Nord Europa, dove è legale crederci (là le fate hanno la pensione!) “parlar con le fate”.
Non so quanto ho ringraziato questo numero che mi ha fatto parlar con le mie fate.
Una di queste fate poco tempo fa, mi disse che nel genoma, non ci sono solo basi (lettere), ma anche codici a barre, come quello che sta su ogni libro che si rispetti.
Leggendo il codice, le fate… “shhhhhh!!!”  dissero che si poteva danneggiare il genoma… eee-e… per la Profezia dei Maya del 2012 le fate dissero “shhhhhh!!!” che questa lettura balzana avrebbe portato alla fine del mondo.
Allora, era il 2012, scrissi una mail a colleghi e dirigenti dicendo che (una fata) suggerivo (va) di tornare alla penna ottica che un tempo era utilizzata al banco della farmacia. Questa penna non faceva danno né al mondo né a chi lo ha creato.
Sono sicura che quella mail finì nella loro spam così come, in seguito, le penne dei farmacisti sono finite in smaltimento.
Peccato!!!!

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