TALENTUM

Racconto in concorso

TALENTUM

Di Alice Zuliani

Steven se ne stava già seduto, sfregandosi i palmi delle mani per scacciare i sassolini di terra che si erano incollati alla sua pelle, per la troppa pressione esercitata sul suolo nell’accomodarsi su quel terreno disconnesso.

Margaret, che lo aveva già raggiunto, per poco non inciampò sulle gambe distese dell’amico, riuscendo a superarlo per sedersi accanto a lui.

Steven stentava a guardarla negli occhi, fissando ossessivamente davanti a sé, senza però vedere realmente quello che il panorama offriva, ma solo tenendo lo sguardo puntato in avanti, a voler sembrare imbalsamato.

Margaret, invece, non lo mollava, col suo sorriso accennato e le sue iridi blu inchiodate su di lui, aspettava una risposta.

“Dannazione, lasciami stare! Margaret, non puoi starmi così addosso!” sbottò infastidito. La sua strategia dell’indifferenza era stata un buco nell’acqua.

Lei non si arrese e, allungando il busto sulle sue lunghe gambe scoperte, lo incalzò nuovamente.

“Non ti lascio stare! Ti tormenterò fino a quando non risponderai alla mia domanda!”

“Non ti basta quello che ti ho detto prima?” chiese Steven sistemandosi il folto ciuffo di capelli che gli copriva la fronte.

“Certo che no! E poi so riconoscere quando mi dici una bugia!”

Steven si sentiva braccato. Si accorse che lei non avrebbe ceduto.

“Era da qualche tempo che volevo portarti qui” continuò lui, tornando a fissare l’orizzonte davanti a loro, che trovava la sua fine gettandosi nelle acque del lago. Aprì lo zaino accanto ai suoi piedi, rovistandoci per qualche momento e ne cavò un libro. Lo tenne gelosamente tra le mani scrutandolo con ammirazione per poi allungarlo a Margaret.

“Non ci posso credere! Steven, è meraviglioso!” esclamò lei, emozionandosi a tal punto da sobbalzare in piedi con il manoscritto tra le mani.

“È il Volume dei Talenti! Steven, come hai fatto a…”

“Tranquilla non l’ho rubato, se è questo che pensi” la interruppe lui con tono infastidito.

“Non volevo dire questo, lo sai! È che questo Volume ha un valore inestimabile e viene consegnato solo a chi ha la fortuna di avere il proprio nome all’interno!” continuò indagando sull’accaduto.

Gli occhi di Margaret brillavano di così tale ammirazione per Steven che non si rese nemmeno conto che invece lui, non accennò nemmeno un sorriso. Lei si prese un secondo per osservarlo, poi ispezionò di nuovo l’opera che teneva saldamente tra le mani. Notò subito che dal tomo spuntava un pezzo di carta, a segnare una pagina precisa. Con la mano scivolò lungo il profilo del libro arrivando al segnalibro per aprirlo.

“Non è possibile…” bisbigliò amareggiata, lasciandosi cadere sul terreno.

“Come diavolo è potuto accadere?” chiese rivolgendosi a Steven con un tono che esigeva immediatamente una risposta.

“Non lo so, non me lo so spiegare, Margaret! O forse invece lo so…” rispose lui con voce concitata.

“So bene, come sono riuscito a finire lì dentro, ma non so assolutamente spiegarmi come mai l’inchiostro sul mio nome stia svanendo!” la sua voce soffocata tentava di respingere il pianto in gola.

“Ho fatto un giuramento, una promessa. Il mio nome sul Volume a patto di non lasciar andare il mio talento, e invece. Invece ho fallito! Ero così intento a gioire dei miei risultati che ho dimenticato di continuare a coltivare la mia dote! Sono legato a questo Volume, tanto che può decidere di farmi sparire come sta svanendo il mio talento” concluse Steven con l’ultimo fiato di voce rimasta.

Margaret lo guardava sconcertata. Non aveva soluzione. Non sapeva come aiutarlo.

Man mano che i minuti passavano, le lettere del nome sbiadivano una dopo l’altra fino a confondersi col bianco candido del foglio.

Impotente davanti a tale destino, vide l’amico di una vita intera consumarsi in una nuvola di vapore, che il vento spazzò via.

Tra le lacrime e i singhiozzi allungò la mano per catturare nell’aria la sua essenza. Si portò il pugno chiuso al petto, lasciando che le lacrime inondassero quel maledetto Volume.

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