Per il nostro #lunedìdellerecensioni abbandoniamo per un momento il fantasy per fare un viaggio nella memoria con La notte di Italia-Germania, romanzo di genere di Maurizio Cometto, Edizioni La Torre Nera.
I nostri affezionati lettori ormai conoscono bene Maurizio Cometto, scrittore prolifico ed eclettico già più volte ospite delle nostre pagine.
L’autore
Classe 1971, originario di Cuneo, vive e lavora a Torino come ingegnere meccanico.
Tra le sue altre opere, ricordiamo la pentalogia Il libro delle anime (pubblicata tra il 2021 e il 2022 per Delos Digital nella collana Odissea Fantasy), Il costruttore di biciclette (Il Foglio, 2006), la raccolta L’incrinarsi di una persistenza (Il Foglio, 2008), la raccolta Magniverne (Il Foglio, 2018), la raccolta Cambio di stagione (Delos Digital, 2023) e i primi due volumi della sua saga distopica Le leggi dell’ordine etico e L’ombra della Stella Cometa (Delos Digital, 2024 e 2025) (Trovate tutte le nostre recensioni alle sue opere a questo link).
Dal 2023 Maurizio è curatore della collana Frattali per Delos Digital.
La trama
La passione per il calcio è un tratto che accomuna tutti gli uomini della sua famiglia e oggi Bruno Mastengo scoppia d’orgoglio: suo figlio Samuele è stato preso nella esordienti del Granda Calcio.
La gioia, però, viene ben presto offuscata dalla preoccupazione. Bruno, infatti, conosce l’allenatore Stefano Seri. O, meglio, lo ha conosciuto da bambino.
Inizia così un lungo viaggio nella memoria, all’inseguimento di un trauma mai risolto, fino alla notte di Italia-Germania del 1982.
Storia e stile
Che si occupi di fantasy, di distopico o di romanzi psicologici, Maurizio Cometto non tradisce mai le aspettative. La sua penna rimane magica, in grado di far volare la mente del lettore.
E, in questo caso, la sfida è doppia, perché doppio è il binario sul quale la sua storia procede: quello leggero, nostalgico, di un passato perduto e quello del presente, più grigio, più difficile, già segnato da una vita che si porta dietro le proprie ombre.
Il linguaggio si adatta, i colori cambiano, le luci si alternano, ma alla fine di entrambi i viaggi si vede l’ombra. E nonostante il lettore lo capisca molto presto, nonostante dovrebbe essere preparato, resta comunque colto alla sprovvista perché troppo preso nelle maglie della narrazione, troppo immedesimato tanto nel Bruno bambino che in quello adulto.
Allo stesso modo, anche il finale è presagito ma al contempo sorprendente. Perché, a ben rifletterci, non poteva essere altrimenti. Ma si rimane comunque a bocca aperta.
E se in L’ombra della Stella Cometa il tema centrale era quello dell’ossessione, in La notte di Italia-Germania è quello del trauma.
Come un sasso gettato in uno stagno, le sue onde si propagano, si allargano, modificano i riflessi distorcendoli. Ma, in fondo, l’essenza del trauma non è proprio la distorsione che, come un’onda lunga, si protende nel tempo?
Maurizio Cometto ci porta dunque sulla sua giostra che come una montagna russa sale e scende tra le emozioni, tra piccoli eventi e riflessioni profonde, quasi deliranti, legate dal fil rouge dell’amore per il calcio intenso come solo quello italiano può esserlo.
Ma lo fa sempre con una classe che lascia stupiti.
Ambientazione e personaggi
Come sempre, nelle opere di Cometto l’ambientazione è uno dei maggiori punti di forza. Questo scrittore non ha infatti bisogno di mondi incantati per affascinare, perché il suo stile, fatto di tratti rapidi e macchie di colore, lascia sempre e comunque un’impressione profonda nel lettore. Un lettore un po’ attempato, in questo caso.
Crediamo infatti che solo chi ha ormai qualche anno alle spalle possa apprezzare appieno il profumo nostalgico che proviene da queste pagine. Un lettore più giovane potrebbe forse trovare divertente immaginare dei bambini appassionarsi tanto a un album di figurine, o vederli inventare modi per comunicare quando non sono insieme. O, ancora, avrebbe difficoltà a pensare a un’intera famiglia raccolta davanti alla tv aspettando con ansia un programma televisivo.
Ma in chi quei momenti li ha vissuti, riesce a risvegliare la nostalgia facendo respirare il profumo del passato. E non importa che metà della storia si svolga nel presente, perché è il passato a essere più vivo, anche nel protagonista.
E, anche qui, l’autore compie la sua magia.
Nel romanzo sono presenti diversi personaggi. Magnifici, nella loro semplicità; essenziali nel loro ruolo. Caratterizzazione, psicologia, tocchi di colore: sono perfetti in tutto ma, di fatto, sono solo comparse.
Persino Stefano Seri, “l’antagonista”, lo spauracchio della vita di Bruno Mastengo è solo un’ombra. La concretizzazione del trauma.
L’unico vero personaggio è quello di Bruno, poiché questo non è un semplice romanzo di genere, ma un introspettivo psicologico. D’altronde, non è un caso la scelta del narratore in prima persona.
È la sua storia, la sua percezione della realtà.
Difatti, uno degli elementi che chi scrive ha trovato più interessante è la sovrapposizione tra la figura di Samuele con quella del Bruno bambino.
Il motore che spinge il protagonista all’azione, almeno nelle sue intenzioni, è il bisogno atavico di proteggere suo figlio. Eppure, andando appena oltre la superficie, nel riflesso di Samuele nei suoi occhi vediamo il piccolo Bruno.
Dunque, abbiamo l’impressione che l’uomo voglia avere una seconda possibilità, un’occasione per proteggere il se stesso che non ha potuto salvarsi da solo. Come una sorta di viaggio nel tempo che estirpi alla base la causa del trauma permettendogli di tornare finalmente intero. Una catarsi.
Conclusione
Questo non è un romanzo per tutti. Per comprenderlo davvero, serve un lettore empatico, qualcuno disposto a lasciarsi andare, a farsi travolgere dalla narrazione fino ad annullare se stesso per immedesimarsi nel protagonista. E serve qualcuno che ami respirare i profumi del passato, capace di ridere davanti a dei “puffi traumaturghi” e che ricordi con un po’ di nostalgia all’odore della colla delle figurine Panini.
Ma se quel lettore fortunato sei tu, La notte di Italia-Germania di Maurizio Cometto sarà un’esperienza indimenticabile.
