COME ORGANIZZARE UNA PRESENTAZIONE IN LIBRERIA

Hai finalmente consegnato il tuo manoscritto a un editor (e se ancora pensate di non averne bisogno, date una scorsa alle raccomandazioni contenute in questo articolo) il quale, dopo un incessante lavoro di limatura, revisione e arricchimento, in costante dialogo con te, ti ha restituito quel manoscritto sotto forma di libro; hai anche una copertina perfetta, un titolo accattivante e una grafica attraente. E ora?

Ora è il momento di promuoverlo e venderlo!

I canali attraverso i quali raggiungere questo risultato sono molteplici e, ovviamente, combinabili tra loro. Che tu sia un autore autopubblicato o che tu abbia alle spalle un piccolo editore, purtroppo la sostanza non cambia: se vuoi che il tuo libro venda, devi diventarne il miglior promotore. So bene che molti di voi storceranno il naso a questa affermazione, perché a nessuno piace tramutarsi in venditore di se stesso (tranne a coloro che hanno specifiche doti in questo ambito), ma in questo periodo storico la concorrenza è altissima e l’editoria non versa in ottime acque, perciò non vi aspettate che la casa editrice che vi ha pubblicato (se ne avete una) metta a budget chissà che cifre destinate alla promozione del vostro libro.

Come dicevo, i canali sono molteplici e quello principe, al giorno d’oggi, è sicuramente il mondo digitale: pagina-vetrina del libro, eventi online, interviste, recensioni ecc… ma, se organizzata bene, anche una presentazione in libreria può rappresentare una grande opportunità. Perché non sia un boomerang che vi si rivolta contro, però, deve essere costruita intorno a voi e deve valorizzare i punti di forza del vostro libro e di voi come autori o autrici, altrimenti rischia di essere un buco nell’acqua.

Vediamo, dunque, come organizzare al meglio una presentazione in libreria

Libro cartaceo o ebook?
Dirò una cosa che sembra ovvia, ma che non lo è poi così tanto: la presentazione in libreria è adatta prioritariamente ai libri cartacei.
Non è che non si possa promuovere un libro digitale in libreria, anzi, sarebbe bello che ci fosse una maggiore commistione tra questi due mondi che, purtroppo, si guardano ancora con grande diffidenza, ma a prescindere dal fatto che proprio in virtù di detta diffidenza andrebbe trovata una libreria dai gestori abbastanza illuminati da credere in una presentazione di un ebook, esiste una regola di marketing spicciolo che si applica alla perfezione nei casi di presentazione dal vivo di un prodotto ed è: l’acquisto d’impulso. Se un prodotto appena presentato in un incontro dal vivo è immediatamente disponibile, le persone sono più propense all’acquisto. Certo, questo a patto che chi presenta il prodotto in questione sia abbastanza bravo da catturare l’attenzione degli ascoltatori fino a trasformarli in acquirenti, ma diciamo che il libro è un prodotto attraverso il quale è abbastanza facile incantare una platea di lettori.
È vero che anche un ebook, essendo a portata di click, può essere considerato immediatamente disponibile, ma le statistiche dimostrano che le presentazioni dal vivo sono più efficaci con prodotti concreti; forse questa cosa piano piano cambierà, ma per ora occorre attenersi alle regole del mercato attuale per elaborare le strategie migliori per ciascun caso.
Se, però, scegliete di distribuire il vostro libro solo tramite ebook (o se parlare in pubblico non è il vostro forte) date un’occhiata qui per scoprire tutti i servizi che NovaEditoria può offrirvi.

Librerie di catena o indipendenti?
La seconda premessa riguarda invece la distribuzione del vostro libro.
Qui ci sono da distinguere due casi:
Le librerie di catena che, avendo dei protocolli gestionali abbastanza standardizzati, accettano tendenzialmente solo libri pubblicati da case editrici che abbiano un accordo commerciale con la catena (sconto, diritto di resa, ecc…). In alcuni casi, soprattutto nei punti vendita più piccoli, vengono fatte delle eccezioni, ma sono rare.
Le librerie indipendenti che, invece, possono valutare caso per caso e accettare anche presentazioni di libri di piccoli editori non distribuiti o, addirittura, di libri autopubblicati (è un’evenienza più rara, ma non impossibile).

Quale format è più adatto a te?
Ci sono molti modi di presentare un libro e non è detto che tutti siano adatti alla tua opera o al tuo carattere. C’è chi non ama parlare in pubblico e quindi è più facilitato se la presentazione si svolge sotto forma di intervista, e c’è invece chi sarebbe in grado di vendere sabbia nel deserto e sceglie quindi di proporre il proprio libro personalmente, direttamente ai clienti della libreria. Ma vediamo insieme quali sono i vari format:

La presentazione classica, con moderatore/intervistatore
Questo tipo di presentazione, è consigliabile in due casi: o quando si conosce qualcuno di autorevole nel campo dell’editoria – e non – che possa fungere da amplificatore promozionale (ossia il pubblico è attirato dalla presentazione del libro anche perché lo introduce il tal personaggio pubblico, commentatore, critico, noto blogger/youtuber, ecc…); o quando non si ha una grossa dimestichezza nel parlare in pubblico. Questo format permette infatti di trasformare la presentazione in una “chiacchierata” con un interlocutore scelto da voi che principalmente ha il compito di mettervi a vostro agio e con il quale, inoltre, potrete concordare delle domande specifiche, in modo da articolare una presentazione guidata del vostro libro, esaltandone punti di forza e curiosità.

Il reading
Si può organizzare come evento a sé stante o come parte di una presentazione classica, questo tipo di presentazione nasce con la poesia, ma si è sempre più “contaminato” fino a divenire un ottimo veicolo anche per altri generi. Come dice la parola stessa, si tratta di una lettura pubblica di stralci del vostro libro. Chiaramente, quanto più sarete bravi a leggere interpretando il vostro scritto, tanto più la performance sarà accattivante.
È una tra le forme più apprezzate dal pubblico, perché si ha la sensazione di assistere a un vero e proprio spettacolo. I passi scelti devono essere quanto più possibile autoconclusivi, episodi o scene narrate che abbiano un inizio, uno svolgimento e una fine, altrimenti si perde il senso. I brevi racconti, per esempio, sono perfetti per questo format.
Se non vi sentite particolarmente forti nel declamare la vostra opera di fronte a un pubblico, potete anche pensare di inserire il reading in una presentazione classica e farlo eseguire da qualcun altro (un vostro amico che fa teatro per esempio) mentre vi concentrerete sulla parte dell’intervista.

Il firmacopie
Mentre durante un firmacopie della Rowling, l’autrice potrebbe starsene seduta al suo banchetto all’interno della libreria dentro e fuori la quale si creerebbe una lunghissima fila, l’autore emergente dovrà sgomitare un po’ di più per proporre il proprio libro attraverso questo format. Generalmente, in questi casi si colloca in libreria una piletta di libri dell’autore sul tavolo di esposizione del genere di riferimento (gialli, narrativa, fantasy, ecc…) e si allestisce anche un banchetto con una bella mise en place, ma l’autore non sta comodamente seduto dietro detto banchetto, ma si aggira per la libreria, con qualche copia del suo libro in mano, approcciando direttamente i clienti e presentando la propria opera. In questo caso è fondamentale la profilazione del cliente (se ho scritto un fantasy, non andrò a proporlo a chi si aggira nel settore di economia) e la creazione di quello che in gergo si chiama pitch. Tale espressione viene dalla più lunga elevator pitch e fa riferimento alla durata di un viaggio in ascensore (è un’espressione figurata, ovviamente, è ovvio che la durata di un viaggio in ascensore dipende dal numero di piani che si percorrono, ma non è questo il punto, credo sia chiaro). Cos’è, dunque, un pitch?
È una breve presentazione, di massimo 30-40 secondi, durante la quale l’autore deve enucleare il motivo per cui il suo interlocutore dovrebbe comprare il suo libro.
È dimostrato che la soglia dell’attenzione cala molto rapidamente e, soprattutto, il fatto di approcciare direttamente i clienti può essere vissuto da qualcuno come un’intrusione, quindi è fondamentale essere educati, discreti e soprattutto concisi perché nessuno vuole sentirsi intrappolato in una conversazione dalla quale non sa come uscire.
Vi sembrerà incredibile, ma per gli esordienti questa è di solito la formula che funziona meglio. Ci sono autori molto spigliati che riescono a vendere anche 20-30 copie in un giorno, con questo metodo!

Il gruppo di lettura in libreria
Ultimo format che segnalo, per la sua più difficile realizzazione, è il gruppo di lettura. Questo è sicuramente più tipico delle librerie indipendenti, spesso più predisposte a organizzare eventi anche un po’ fuori dagli schemi classici. In questo caso sceglierete una libreria che abbia un gruppo di lettura consolidato e proporrete di inserire il vostro libro nel calendario. È sicuramente meno remunerativa, perché tendenzialmente questi gruppi sono composti da massimo una decina di persone, quindi anche se tutte comprassero il vostro libro si tratterebbe di 10 copie vendute, ma questo genere di eventi ha, più di altri, l’inestimabile potere del passaparola. Se riuscite a entrare nel cuore dei partecipanti di un gruppo di lettura, potete stare tranquilli che il vostro libro verrà recensito, consigliato, pubblicizzato praticamente gratis: spesso, infatti, chi partecipa a uno o più gruppi di lettura, parla di libri anche fuori da quei gruppi. Magari ne parla agli amici, o sui social personali o, addirittura, su qualche pagina/gruppo dedicato alla lettura. Questo può veicolare informazioni sul vostro libro in modi che nemmeno immaginate.
Come dicevo all’inizio del trafiletto, è però abbastanza difficile riuscire a “imporre” il proprio libro come lettura di gruppo, quindi dovreste rivolgervi a librerie delle quali conoscete personalmente i gestori e sapete che sarebbero propensi ad aiutarvi a sponsorizzare la vostra opera.

Tutti i format citati sono praticamente a costo zero per la libreria (a patto che sia appunto garantita la resa delle copie invendute o che, addirittura, le copie del vostro libro vengano ingressate dalla libreria in conto vendita) quindi non abbiate paura di proporvi, anzi, siate intraprendenti!
Piccola nota a margine per quanto riguarda i primi due format in quanto comportano la presenza di un pubblico seduto: non aspettatevi che la libreria pubblicizzi più di tanto la vostra presentazione. Se va bene si limiterà a esporre una o più locandine con i dettagli dell’evento e a pubblicarlo sui social. Ma sappiate che se siete un autore esordiente, con queste semplici azioni, non smuoverete molto pubblico, quindi attivatevi per cooptare un gruppo di amici/parenti che a loro volta spargano la voce e invitino quante più persone possibili a partecipare, perché non c’è niente di più desolante che una platea vuota. Inoltre se alcuni posti sono già occupati, i clienti della libreria si incuriosiranno e magari si fermeranno ad ascoltarvi.

Come rapportarsi concretamente con la libreria?
Avete in mano il vostro libro cartaceo, avete scelto la libreria a cui rivolgervi e avete selezionato il format più adatto a voi. Come procedere adesso?
Io consiglio sempre di recarvi di persona alla libreria presso la quale volete organizzare la vostra presentazione, saranno poi loro, eventualmente, a chiedervi di contattarli via mail per definire data e dettagli.
Preparate una scheda del libro accattivante, esaustiva e sintetica da allegare alla vostra richiesta di presentazione, è un dettaglio che dimostra professionalità.
Quando vi presentate la prima volta può essere utile avere con voi una copia del libro, in modo da farlo subito visionare al libraio o alla libraia che vi troverete davanti, che potrà darvi un primo feedback. Anche in questo caso è fondamentale avere già pronto un pitch di presentazione, perché in quel momento dovete considerare la libreria come una vostra cliente. Perché il libraio che avete davanti dovrebbe scommettere su di voi e sul vostro libro?
Le librerie (soprattutto le indipendenti) accolgono sempre con entusiasmo gli autori che propongono loro eventi di questo tipo perché sono occasioni di vendita a costo zero e sono ancora più propense a farlo quando vedono che anche l’investimento in termini di pianificazione è minimo e si limita al coordinamento. Quindi prendetevi il vostro tempo per organizzarvi bene, arrivando in libreria con una proposta chiara. Per esempio: Voglio fare una presentazione classica e mi intervisterà Tizio, un mio amico giornalista.

L’argomento è ampio e si presterebbe a ulteriori approfondimenti, quindi, per qualsiasi domanda o perplessità, scriveteci utilizzando il nostro Form di contatto, oppure lasciateci qui sotto un commento.

Voi avete qualche esperienza di presentazione in libreria da raccontarci? Siamo curiosi di sapere com’è andata!

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