LE SETTE ORE

Racconto in concorso

LE SETTE ORE

Di Martina Angelini

Qui, una Città Senza Nome…

È possibile che l’abbiate visitata senza saperlo, visitata durante i vostri sogni. O calpestato i suoi pavimenti piastrellati durante la veglia senza accorgervene.

Un luogo troppo moderno per essere antico e troppo antico per essere moderno. Nelle altre città il giorno è diviso in vari orari, ma nella Città Senza Nome ci sono differenze.

Come nelle altre città, si va dalle 6 alle 12 per la mattina e dalle 12 alle 18 per il pomeriggio; ma è alla sera e alla notte che ci sono differenze. Nella Città Senza Nome la sera è dalle 18 fino alle 23 e…  finirà stanotte il Mondo?

Quando l’alta torre di marmo dell’orologio della Cattedrale si tinge del nero dell’imbrunire, chiudiamo a chiave tutte le porte. L’orologio rintocca e rimbomba per le vie della Città Senza Nome, ogni rumore tace, le tende vengono tirate soffocando ogni spiraglio di luce.

La Città Senza Nome è deserta e “morta”, come l’unica candela di una stanza buia che si sta spegnendo.

Arrivano le 7 ore”, sussurrano i più vecchi e saggi, “Le porte si stanno aprendo. Il Mondo finirà stanotte? Il Sole non sorgerà più? I 7 perderanno la loro lotta?”.

Nella piazza della Città Senza Nome, appena l’orologio finisce il suo rintocco, le pesanti porte della Cattedrale si aprono con estrema lentezza e fragore.

7 figure si inoltrano nel freddo della notte, ognuna con la propria destinazione.

I

La Prima Ora, una donna snella con lunghe trecce dal colore del fuoco. Forgiata dal fuoco per combatterlo, come tutte le notti. Guanti di pelle nera che stringono una lunga frusta con denti metallici. La Prima Ora canta, un canto dolce d’amore e passione, così diverso dalla situazione attuale. Una situazione così disperata, Perché? Vi starete chiedendo voi che venite da altre città. Perché qui, nella Città Senza Nome, ogni notte allo scoccare delle 7 ore, il Mondo finisce…

Il Fuoco si innalza dall’industria della città, dall’acciaieria, metallo fuso e pezzi di cemento si fondono in una creatura che vuole solo ridurre il Mondo in cenere.

La Prima Ora fa il suo ingresso, continuando a cantare e sfoggia la sua frusta, come ogni notte affronta il mostro.

Quando l’orologio rintocca, il ruggito della creatura morente percorre le vie della Città Senza Nome, un ruggito che ricorda il suono di un vulcano che erutta.

II

Nella zona più alta della Città Senza Nome, troverai la Seconda Ora, sulla torre dell’orologio della Cattedrale. Piccole gocce di pioggia bagnano il cappello a tesa larga dell’uomo alto e allampanato, mani alla cintura che stringono due archibugi dall’aspetto antico, ma leggero e letale.

Il Vento aumenta sferzando con violenza sul suo viso, le gocce di pioggia e le nuvole si solidificano insieme in una creatura dalle possenti ali. Essa è pronta a sradicare o spezzare tutto ciò che si innalza al di sopra della Terra.

Ed essa si precipita ad attaccare l’unico ostacolo che la separa dal caos.

Quando gli archibugi sono fumanti e il vento placa il suo grido, la Seconda Ora osserva la sua preda contorcersi e dissolversi producendo il suono di fischi acuti che riecheggiano per le strade della Città Senza Nome fino alla Terza Ora…

III

Chi non è di qui, penserebbe che la Centrale Elettrica, di cui è protagonista quest’ora, sia antica, come una delle prime dell’Era elettrica. Gli antichi trasformatori crepitano e l’energia statica è così forte da far drizzare i peli sulla pelle.

Una creatura fatta di pura elettricità e, senza una concreta forma corporea, vuole scatenare violente tempeste nel Mondo. Vuole che la gente abbia paura e si senta tradita dalla tecnologia su cui fa affidamento ogni giorno.

Elettricità… tecnologia… progresso… Dipendenza, stile di Vita. Quanto ne siete risucchiati? Quanto ne potete fare a meno?

La Terza Ora ha altri progetti, una donna coperta da un’armatura di gomma e sughero, non un centimetro di pelle esposta, mentre stringe una particolare lancia tra le mani, simile a un parafulmine.

Se siete abitanti della Città Senza Nome e siete abbastanza coraggiosi da sbirciare fuori dalla finestra durante la Terza Ora, potreste vedere violenti lampi e fulmini provenire dalla centrale elettrica. Vi accorgereste della vittoria della Terza Ora dallo sfarfallio delle lampadine in casa e dal suono di un violento tuono.

IV

Da cosa sono composti gli esseri viventi di ogni città, oggettivamente parlando? Di carne e sangue…

Ed è l’odore del sangue che sente la Quarta Ora entrando nell’ospedale della Città Senza Nome. Supera le stanze sigillate e in uso per seguire l’odore che gli fa venire l’acquolina in bocca. L’uomo ha denti affilati e occhi rossi, si passa la lingua sulle labbra, quando apre le grandi porte con un tonfo.

Un ammasso di carne viva e sangue prende forma da arti amputati o tumori estratti durante il giorno in questo ospedale. La creatura vuole contagiare con i suoi mali della carne ogni essere vivente. Come ci si sente a essere traditi dalla carne del nostro stesso corpo…?

La Quarta Ora sorride assetata e le unghie sulle sue dita si allungano in artigli affilati, mentre scopre i denti.

Se foste stati ospiti in una delle stanze sigillate dell’ospedale della Città Senza Nome, sareste stati sedati poco prima del primo rintocco dell’orologio che annuncia l’arrivo delle 7 ore.

Quando la Quarta Ora vince il suo scontro, beve dalla creatura abbattuta, per poi emettere uno strillo di piacere nell’assaporare l’aroma eccelso del sangue…

V

Ed è nel cimitero che la Quinta Ora ode l’urlo, cammina tra vecchie e nuove lapidi. Una donna ammantata con un mantello fatto di piume di corvo e un cappuccio dalla forma di becco che le copre metà volto. In mezzo alle dita regge piccole falci, quattro per ogni mano, e un ditale per ogni pollice che sembra un letale artiglio.

La Quinta Ora sente, prima di vedere, le anime dei morti che ritornano in questo Mondo. È Morte stesso a lanciarle una sfida sollevando i corpi dalle loro tombe e disturbando il loro sonno.

Perfino nelle altre città si dice che i corvi banchettino con le carni dei cadaveri…

Decine e decine di corpi manovrati da Morte, sostiene che il Mondo è arrivato al suo Epilogo ormai da tempo.

L’unica certezza della Vita è Lui…

Anche questa notte, però, la Quinta Ora è vittoriosa e circondata da cadaveri immobili. Al contrario delle altre Ore e delle altre creature, c’è solo un gelido silenzio nel cimitero ad annunciare la sua vittoria.

La Quinta Ora finisce quando le nuvole sgombrano il cielo lasciando spazio alla grande Luna.

VI

Cosa fanno gli esseri viventi e senzienti quando sta per arrivare la loro Fine? Si rivolgono al Cielo, in preghiera, alla ricerca di speranza. A volte, però, quella stessa speranza è la nostra condanna.

La Sesta Ora inizia con la luce della Luna che illumina la Grande Cattedrale, la sacerdotessa prescelta che si dibatte e viene inondata dalle energie della Fede e dall’ossessione che essa comporta… qualcosa di così puro da diventare la stessa corruzione…

L’Equilibrio controlla la Città Senza Nome, non esistono solo la Luce o la Tenebra, solo il Fuoco o l’Acqua… tutto è in un equilibrio precario affinché superiamo le 7 ore prima dell’Alba e il Mondo non finisca stanotte.

La sacerdotessa assume un aspetto angelico emanando luce, un canto ancestrale echeggia per la Città Senza Nome, ma la Sesta Ora non gli permette di uscire dalla Cattedrale per diffondere il suo credo, la sua fede…

Diffondere la Sua percezione del Mondo e la pretesa di come dovrebbe essere…

L’uomo ha l’aspetto di uno straniero e di un eretico, completamente l’opposto della creatura di pura luce e fede. La Sesta Ora non imbraccia armi o possiede artigli, lui stringe un antico libro tra le mani e possiede una voce calma e gentile.

Questa non è una lotta di sopravvivenza, ma uno scontro di menti e lingua. Fede e Ragione, spesso messe l’una contro l’altra. Cosa accadrebbe se si unissero…?

La Settima Ora estingue la Luce chiudendo il libro con un tonfo, labbra e gola secche. La sacerdotessa è riversa a terra in un misto di pianto e gioia.

Cos’è la Fede? Cos’è la Ragione? Cos’è la Vita? Cos’è il Cinismo? Com’è difficile guardare al di là della nostra gabbia mentale? Perché è più facile tenere gli occhi chiusi?

VII

La Settima Ora sa che è il suo momento e, al contrario delle altre Ore, si reca in un posto diverso ogni notte nella Città Senza Nome. È una figura con un’armatura leggera avvolta da catene d’oro con uncini alle estremità. Ha un cappuccio sollevato, ma sotto di esso non vedrai un volto, bensì cieli stellati e buchi neri. Non è né uomo e né donna, non è né vivente né non-morto. È e basta…

La Settima Ora affronta la minaccia del Cosmo stesso di cui è fatto, la minaccia che il Sole non sorga più.

Nelle altre città si dice che l’ora più buia è quella prima dell’alba, questa frase è più significativa di quanto crediate…

Qualunque essere vivente, se colto dal buio all’improvviso, negli attimi successivi sarà travolto dal puro terrore e da un profondo senso di smarrimento. Pensate a un’Oscurità Eterna, senza Luce, senza Speranza… un’Esistenza costretti a gattonare nel buio come bambini smarriti nell’ombra dell’Ignoranza.

E lo pensa anche la Settima Ora che afferra le sue catene e le abbatte contro l’oscurità sempre più fitta. Il suo corpo si muove fluido e veloce, come una stella cometa nel mare oscuro del Cosmo.

Gli uncini si aggrappano a qualcosa di caldo e pesante nel cielo e la Settima Ora la tira verso di sé con forza per poi lasciarla andare.

Lentamente l’oscurità si dissipa, l’ultima ora sta finendo e tutte le Ore ritornano alla Cattedrale. Le pesanti porte si chiudono con un pesante e fragoroso tonfo nel momento in cui l’Alba, tramontata la Settima Ora, con i suoi raggi inonda le vie della Città Senza Nome e l’orologio rintocca il primo minuto del giorno.

Un profondo sospiro si innalza dalla Città Senza Nome, mentre le tende e le finestre vengono aperte, le porte spalancate con gli odori e i suoni della mattina. La gente vive la sua vita come se nulla fosse e, a quanto pare, il Mondo non è finito nemmeno stanotte…

Una risposta.

  1. Maria ha detto:

    “Le sette ore” di Martina Angelini è piacevole e scritto in modo facile alla lettura voto per questo racconto.

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